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Il Trench Coat: un classico intramontabile

By 1 Maggio, 2020 Nessun Commento

“Everyone in the world should have a Trench Coat, and there should be a trench coat for everyone in the world.”

Angela Ahrendts


“Tutti al mondo dovrebbero possedere un Trench, e dovrebbe esistere un trench per ognuno nel mondo.”

L’ultima realizzazione in cui mi sono cimentata è proprio questa: l’impermeabile!

È stata una grande sfida a livello sartoriale; sia per la lavorazione del tessuto, che per i tantissimi dettagli che questo capo possiede.

Ma prima di addentrarci nella descrizione di questo capo, vediamo velocemente la sua storia!

Un po’ di storia…

“Trench coat” significa letteralmente “Cappotto da trincea”.

Proprio così: questo capo è stato inventato puramente a scopo militare. Faceva parte dell’uniforme che i soldati dovevano indossare in trincea, e solo col passare del tempo è diventato parte dell’abbigliamento quotidiano di uomini e donne, tanto da diventare un capo classico e intramontabile!

La guerra e la corsa agli armamenti sono sempre stati (purtroppo o per fortuna) dei momenti di grande crescita industriale e di scoperte: già dagli inizi del 1800 l’impermeabilizzazione dei tessuti era un forte oggetto di studio da parte di numerose ditte.

La prima azienda che trovò il modo di impermeabilizzare tessuti fu Mackintosh nel 1823, spalmandoli di un sottile strato di gomma. Questa operazione però rendeva rigidi e pesanti i tessuti; di conseguenza gli impermeabili prodotti con gli stessi non erano sicuramente comodi.

Nel 1851 John Emary, dalla sua sartoria londinese, mise a punto un tessuto impermeabile all’acqua che chiamò Aquascutum (dal latino “scudo per acqua”), che successivamente diventò nome del suo brand.

Nel 1879 Thomas Burberry inventò e brevettò il tessuto “gabardine”, un cotone a maglie molto fini e strette che permetteva all’acqua di scivolarci sopra senza impregnarlo. Fu un enorme successo perché questo nuovo tessuto era finalmente leggero e confortevole.

Durante la prima guerra mondiale (1914-1918) entrambi i marchi, Aquascutum e Burberry, produssero grandi quantità di impermeabili per le uniformi dei soldati ed è proprio in questo momento storico che il Trench Coat acquisisce la forma e i dettagli coi quali noi oggi lo identifichiamo.

Costruzione e realizzazione

Il tessuto da trench è difficile da lavorare perché è complesso maneggiarlo e perché in molti casi, se si fanno errori di cucitura, rimangono segni e buchi. Proprio per questo, prima di tagliare il tessuto finale, ho realizzato un prototipo con una tela di scarto.

Dopo aver costruito il cartamodello sulle mie misure, ho realizzato il mio “trench di prova” con un tessuto di cotone economico. Questa operazione sembra un inutile spreco di tempo, ma permette di eliminare tutti i difetti di costruzione prima di tagliare il tessuto definitivo, per poi cucirlo con più sicurezza e velocità.

Un capo sartoriale vuole avvicinarsi alla perfezione, e la perfezione non va mai d’accordo con la fretta.

Una cosa che caratterizza il trench sono i numerosi dettagli: il doppiopetto, la cintura, lo spacco nel centro dietro, i cinturini sulle spalle e sul fondo manica, le tasche diagonali a filetto alto, le doppie cuciture decorative, tantissimi bottoni e asole, lo sprone sulla spalla e sulla schiena, …

Molti di questi dettagli ricordano proprio lo stile militare ed avevano una loro utilità: i cinturini sulle spalle ad esempio servivano per apporre il grado o le mostrine in vista; il doppiopetto era utile per dare maggiore protezione al busto in caso di vento; lo sprone sulla spalla davanti e sulla schiena invece aveva come scopo quello di far scivolare meglio l’acqua in quei punti critici.

Insomma nessun dettaglio del trench è lasciato al caso, e quello che oggi per noi ha puramente un valore estetico, un tempo aveva uno scopo ben preciso.

Nel modello che ho realizzato, ho preferito utilizzare dei bottoni ed una fibbia più particolari, per dargli un tocco più personale e giovanile.

Inoltre per foderarlo ho scelto un tessuto di cotone a contrasto con una fantasia a piume colorate: amo dare un po’ di vitalità e colore ai capi classici!

La manica è stata foderata con un raso di seta bianco, per rendere più confortevole e agile indossare il trench; per la parte finale del polso ho usato il cotone a piume, in modo che con il risvolto della manica si vedesse la fodera colorata.

Ultima chicca: ho rifinito internamente entrambi gli sproni (della spalla davanti e della schiena) con lo sbieco ricavato dalla fodera a piume.

Non si vede dall’esterno, ma io so che c’è e adoro questi dettagli nascosti!

Vi ricordo che ogni capo Chiara Cascioli è realizzabile su richiesta e su misura, ed è personalizzabile nel tessuto, nel modello e nei dettagli, per renderlo unico e perfetto per voi.

Per informazioni, potete contattarmi via mail su info@chiaracascioli.com, via cellulare al 3332698775, o tramite i miei canali social Facebook e Instagram.